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  • : blog made in Italy: dalla cucina all'artigianato , alla moda ... ai profumi! un giro attorno alla bella Italia
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  • interesse per tutto ciò che di bello e buono c'è in Italia: l'artigianato.
Arte,  enogastronomia, giovani stilisti, sarti, produttori di essenze, biologico, eco sostenibile, biodiversità ..., piante, fiori, tessuti, design,hotellerie,
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1 gennaio 2013 2 01 /01 /gennaio /2013 10:16

ART&MERCATO (1)

  • Nella splendida cornice del nuovissimo Teatro Tenda PalaHollywood ospiteremo l' appuntamento invernale di Art&Mercato:

    giovani stilisti, hobbiste, creativi, artisti, bigiotteria, e chi piu' ne ha piu' ne metta ... tante idee regalo per queste festivita' e un ottima occasione per fare grandi affari!


    La giornata della domenica sara' scandita da intrattenimenti 
    dalle 14.30
    nutella party truccabmbi,
    la befana con la calza per tutt i bimbi,
    il baratto dei giochi
    e a fine serata la tombola con la befana sexy


    e poi cartomanti ,tarocchi e carte celtiche per un consulto da inizio anno!

    L'Hollywood Cafe,' adiacente al Pala, per le domeniche Art&Mercato propone un menu' da leccarsi i baffi a soli 10.00 euro, mentrea fine serata un aperitivo con dj set e, tanta voglia di ballare .
    Una super cena nel ristorante per la tombola.
 


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28 novembre 2012 3 28 /11 /novembre /2012 11:43

chicchibio-corso-cucina-gorizia.jpgchicchibio-a-tavala-le-mani.jpg

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5 settembre 2012 3 05 /09 /settembre /2012 11:32
 
GIUSEPPE FUTIA
Da sinistra a destra: Franziska Nori, Alessandro Ludovico, Andy Cameron, Antonio Caronia, Simona Lodi, moderatrice (Foto di Federico Cairo)La globalizzazione mette in moto dei processi che determinano una sempre più difficile collocazione dell’arte all’interno del mercato. Durante il quarto giorno di conferenze dello Share Festival di Torino, si è discusso a tal proposito delle notevoli trasformazioni che stanno avvenendo in seno all’economia e di come la cultura debba porsi di fronte a questi cambiamenti.

Andy Cameron, curatore dello Share Festival, ha avuto l’arduo compito di introdurre il dibattito, ponendo l’attenzione su cosa sia effettivamente il mercato, e su come questo si relazioni rispetto allo sviluppo artistico: “Il mercato - ha spiegato – è caratterizzato da dinamiche molto complesse in cui soldi e arte s’incontrano”. Un’arena ed un sistema culturale al cui interno, però, si stanno verificando cambiamenti profondi. Quello dei media in particolare si trova in una fase caratterizzata da un progressivo distacco rispetto al concetto di spettacolo, e si accosta sempre di più all’idea di azione e condivisione, in cui l’audience viene coinvolta in maniera diretta. In conseguenza di ciò, caos e complessità divengono gli argomenti chiave di questa situazione che coinvolge quotidianamente la collettività, e di cui la crisi economica può essere uno degli esempi più evidenti.

Franziska Nori, direttore del Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, si è allacciata a questo discorso sottolineando il tentativo da parte degli artisti di analizzare e addirittura cavalcare questa stessa crisi. Allo stesso modo, però, ha ribadito l’importanza di focalizzare l’attenzione sui finanziamenti legati all’arte contemporanea. Mentre oggi soltanto enti privati s’impegnano a immettere liquidità in determinati progetti, occorrerebbe che quest’ultimi fossero sostenuti anche dalla spesa pubblica, affinché l’arte possa affrancarsi da determinate logiche di mercato e svilupparsi in maniera autonoma, soprattutto per un ritorno nei confronti della comunità.

Della stessa opinione è Alessandro Ludovico, direttore di Neural, il quale sottolinea la scarsa sensibilità delle istituzioni nei confronti dell’arte contemporanea: “Persino a scuola – ha sottolineato – si studia lo sviluppo della cultura fino ad un certo punto e si tralasciano tutti quegli aspetti che ci coinvolgono direttamente”. A proposito del mercato, Ludovico ha inoltre posto l’accento su un aspetto molto interessante: se da un lato esso è contraddistinto da un insieme di regole che difficilmente possono essere messe in discussione, d’altro canto l’economia in quanto tale sta subendo trasformazioni profonde: “Siamo di fronte a una progressiva smaterializzazione della moneta, in cui il prezzo viene concretizzato in pochi bit. Tutto questo provoca una vera e propria personalizzazione dell’economia che non è più possibile trascurare”.

Antonio Caronia, teorico dei new media, si è soffermato invece sul carattere sovversivo che deve continuare a contraddistinguere il ruolo dell’artista. Quest’ultimo deve riappropriarsi infatti di una dimensione che privilegi l’esperienza e l’aspetto espressivo all’interno dei movimenti culturali, a discapito dei meccanismi economici a cui purtroppo l’arte sta continuando a sottostare.

Le problematiche che s’insinuano tra arte e mercato, come emerso dalla discussione, sono indubbiamente di difficile lettura. Questo perché il mercato stesso, soprattutto in relazione al rapporto tra prezzo e valore delle opere artistiche, presenta delle inefficienze a cui l’arte stessa, però, in maniera trasversale, può provare a rispondere in maniera efficace.

[Nell'immagine da sinistra a destra: Franziska Nori, Alessandro Ludovico, Andy Cameron, Antonio Caronia, Simona Lodi, moderatrice. Foto di Federico Cairo]
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24 luglio 2012 2 24 /07 /luglio /2012 09:02

 

      

Un secolo e mezzo dopo il famoso dipinto di Manet, imperversano le colazioni a cielo aperto nelle grandi metropoli. Non più solo su verdi prati, ma anche su ponti cittadini e tetti di palazzi. E alcuni ritrovi servono a perorare cause alquanto speciali,
            il pic nic urbano ci presenta per farsi capire meglio il

picnic a7 retro

CONCORSO del " Pic Nic D'Autore ! 2012"

 

e' aperto a tutti,

inviaci tramite mail - entro il 22 settembre 2012 - la tua ricetta,foto e descrizione di come lo proponi e  verra' publicata nel blog danielacorrente.over-blog.it, il giudizio sottoposto ad alcuni chef stellati e

come premio al 1° arrivato un corso di cucina gratuito tra quelli che partiranno in ottobre a Cesena a cura di DanielaCorrente eventi (a chi non potra' partecipare verra' dato un regalo di ugual importo).

 

Il Pic Nic D'Autore vincitore verra' proposto il 27 settembre nel PicNic Urbano al Parco Urbano di Forlì www.danielacorrente.it            

 

La valutazione del vincitore avverra' attraverso i criteri di

1°- rapporto qualita' prezzo

2°- originalita' della presentazione

3°- compatibilita' con un luogo all'aperto: un prato con alberi, e l'acqua delle fontane.

4°-  la scelta di materiali riutilizzabili come piatti in ceramica, posate in metallo, bicchieri in vetro,

5°- risparmio idrico ed energetico,  valorizzazione degli aspetti naturali del territorio,  promozione dei prodotti da agricoltura biologica, riduzione dei rifiuti previsti

 

     Indirizza le ricette con foto piu' descrizione del pic nic a  

 

ddcorrente@gmail.com,

 

Ti aspettiamo!picnic a7 retro

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22 giugno 2012 5 22 /06 /giugno /2012 19:34

art-prog-ok.jpgpic-sett-ok.jpgpicinic-urbano-giovedi-.jpgArte-MErcato-2012.jpg

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5 giugno 2012 2 05 /06 /giugno /2012 17:39

tratto dal blog di Maria Rita D'Orsogna

Che connessione esiste tra l'estrazione di idrocarburi e gli eventi sismici? In cosa consistono esattamente le cosiddette attività di fracking e quali rischi comportano? È effettivamente ipotizzabile un collegamento tra tali attività e terremoti? Sulla questione si è espressa sul suo blog la dott.ssa Maria Rita D’Orsogna, ricercatrice presso la California State University di Los Angeles, in un post che pubblichiamo di seguito.

di Maria Rita D'Orsogna - 4 Giugno 2012

terremoto
"Poche persone possono negare l'esistenza di correlazioni fra estrazioni di idrocarburi e attività sismica, ma esattamente quanto forte sia la relazione fra i due eventi deve essere ancora determinato"

È un post lungo, e chiedo scusa a tutti quelli che mi hanno scritto e a cui non ho potuto rispondere ancora. Per quello che possa contare, un abbraccio all'Emilia.

La premessa di tutto è che io non sono un geologo o un sismologo, ma un fisico, per cui non so e non posso io determinare la causa del terremoto in Emilia, ammesso che sia possibile farlo.

 

La sotto-premessa è che sono anni che continuo a leggere la letteratura sul petrolio, gas, fracking, e che in questi anni ho visto diverse comunità trivellate, parlato con persone, incontrato registi, attivisti, scienziati, in America, in Francia, in Nigeria e credo di avere una buona cultura, di persona di scienza, su tutte le tematiche collegate al tema.

 

Posso allora porre una serie di osservazioni, in relazione a ciò che ho visto e letto, che poi si traducono in domande e che poi alla fine riconducono ad un unica conclusione: l'Italia è fragile - tutta - da nord a sud, e faremmo molto meglio a proteggere questo paese evitando di trivellare alla cieca, fracking o non fracking, o di fare stoccaggi sotterranei per il beneficio di Aleanna, Padania Energia, ENI, Northern Petroleum, Petroceltic, Po Valley, Shell, Rivara Erg Storage, o chi per loro, in cambio di dubbi vantaggi alla collettività e molti rischi.

 

Proteggere il territorio vale non solo per il petrolio, ma per la cementificazione selvaggia, i capannoni di Modena e le università dell'Aquila crollate perché costruite alla leggera, evitare di trasformare i letti di fiumi e le coste marine in colate di cemento e così via.

 

Quando si prendono le scorciatoie, prima o poi se ne pagano le conseguenze, perché chi comanda non è lo speculatore di turno, ma la natura, con i suoi ritmi e le sue logiche. E anche se oggi ti pare di averla fatta franca, di avere risparmiato o speculato, alla fine lei ti presenta il conto senza guardare in faccia a nessuno.

 

Veniamo alle osservazioni che io posso fare sul tema terremoto in Emilia.

 

1. Ho cercato in tutti i modi di capire se ci fosse fracking in Italia. I termini in inglese da cercare sono "hydraulic fracturing", "stimulated fracture", "shale gas". Non ho trovato molto da parte delle ditte petrolifere, in inglese o in italiano, né da parte del governo Italiano sull'utilizzo di questa tecnica, in Italia in questo momento.

 

Nulla esclude che si voglia o possa fare fracking in futuro. So per esempio che Stefano Saglia, sottosegretario alle attività produttive nel governo Berlusconi ne è stato un forte proponitore, so che si parla di possibili riserve di shale gas nella Pianura Padana, ma non credo che il fracking vero e proprio sia già in atto in Italia.

 

Se è in atto, è sicuramente qualcosa di ben nascosto da tutti i siti internet che io abbia potuto indagare. Questo porta alla domanda: il governo italiano vuole dirci qualcosa su questo tema? La Francia ha un divieto integrale sul fracking, così pure la Bulgaria. La Germania ne sta discutendo. Anche in Inghilterra dove la pratica è stata inizialmente applaudita come rivoluzionaria, ci stanno ripensando. Negli USA lo stato del Vermont e di New York hanno moratorie più o meno lunghe. E noi?

 

Stefano Saglia come può essere così sicuro che questa tecnica sia una cosa buona per l'Italia? Con quale esperto parla lui? Ecco cosa disse l'anno scorso:

 

Lo shale gas potrebbe aprire nuove strade per l’approvvigionamento energetico in un momento particolarmente delicato a livello globale. L’Italia accoglie con favore l’avvio di approfondimenti a riguardo.

 

A che conclusione è giunto? Che approfondimenti ha fatto? Ci scommetto, nemmeno uno.

 


Il fracking di per sè causa delle microscosse. Ma queste microscosse, in generale, sono di intensità bassa

Ora, anche se il fracking per ora non è una tecnica usata in Italia, visto che ne parla tutto il mondo, e visto che la gente vuole risposte, i nostri governanti attuali, Clini, Passera, Monti vogliono dire qualcosa su come l'Italia si pone di fronte alla possibilità di fare fracking sul nostro territorio? Perché non c'è informazione su questo tema? Perché dobbiamo sempre arrivare per ultimi, in maniera disorganizzata, per sentito dire e con l'acqua alla gola? Tutto il web parla di questo fracking, in maniera più o meno scorretta. Com'é che neanche si accenna minimamente a spiegare, regolamentare, discutere in modo ufficiale, questa pratica che prima o poi potrebbe arrivare anche in Italia?

 

2. Ma poi, cos'è questo fracking? In termini molto semplici, è una tecnica relativamente nuova con la quale si manda giù nel terreno un cocktail di roba chimica ad alta pressione, si causano microterremoti con i quali la roccia porosa viene fratturata (e di qui il nome hydraulic fracturing), il gas contenuto nei pori della roccia viene sprigionato e poi catturato per essere commercializzato.

 

Ecco allora il concetto dei (micro)-terremoti collegati al fracking: il fracking di per sé causa delle microscosse. Ma queste microscosse, in generale, sono di intensità bassa, o almeno questo secondo le intenzioni di chi fa il fracking. A volte restano gli interrogativi se sia proprio la pratica del fracking in sé a scatenare terremoti di intensità media - attorno al grado 2,3 o eccezionalmente anche 4 della scala Richter, ma in genere i terremoti sono di intensità bassa. Quello che invece è più pericoloso, in relazione al fracking, è l'utilizzo di una miriade di pozzi cosiddetti di re-iniezione, pozzi dismessi in cui si iniettano i fluidi di scarto - la monnezza del fracking.

 

Per ogni pozzo attivo, infatti vengono prodotti enormi quantità di monnezza fluida - tossica e radioattiva - e non si sa che farne. A volte i petrolieri costruiscono delle vasche a cielo aperto per metterci questa "monnezza", i cosiddetti waste pits, altre volte invece usano pozzi sotterranei dismessi per il contenimento.

 

usa waste pit
"Per ogni pozzo attivo vengono prodotti enormi quantità di 'monnezza' fluida - tossica e radioattiva - e non si sa che farne"

Qui un waste pit a cielo aperto e non nel Burundi, ma negli USA (vedi immagine a sinistra).

 

Ora, quando si usano pozzi dismessi di re-iniezione, il fluido di scarto viene tenuto ad "alta pressione" ed è questo il vero problema: l'alta pressione dei pozzi, che spingono sulla roccia circostante, potenzialmente lubrificando e cambiando gli equilibri fra le faglie sismiche.

 

Negli USA ci sono state diverse regioni colpite da sciami sismici in zone in cui si fa fracking - in Arkansas, in Ohio, in Oklahoma, in Texas, e così pure in Inghilterra, a Blackpool, dove proprio a causa della sismicità indotta dal fracking c'è un ripensamento in generale di questa tecnica.

 

Si è trattato di terremoti in zone in cui prima non ce ne erano, e si è arrivati anche al grado 4.7 della scala Richter.

 

Non è stato semplicissimo capire se ci fossero collegamenti fra fracking, pozzi di re-iniezione e sismi, ma lentamente si è arrivati alla conclusione che molto probabilmente la "colpa" è non del fracking in sé, quanto di questi pozzi di reiniezione. Questo non lo dice Maria Rita, ma lo dice il Servizio Geologico degli Stati Uniti, l'USGS, che afferma:

 

"a possible explanation is the increase in the number of wells drilled over the past decade and the increase in fluid used in the hydraulic fracturing of each well. The combination of factors is likely creating far larger amounts of wastewater that companies often inject into underground disposal wells. Scientists have linked these disposal wells to earthquakes since as early as the 1960s. The injections can induce seismicity by changing pressure and adding lubrication along faults".

 

Infine, come già discusso varie volte, a parte i terremoti in modo più o meno diretto, questo fracking porta a innumerevoli problemi - l'inquinamento delle falde idriche in primis, l'uso di enormi quantità di acqua, e l'emissione di gas nocivi.

 

È per tutti questi motivi che non è proprio una cosa saggia e che secondo me l'Italia dovrebbe 'bannarlo', in maniera preventiva, cosicché nessuno neanche ci pensi a farlo nel nostro paese.

3. Ma allora sorge la domanda, in Emilia, ammesso che il fracking non si faccia in questo momento in Italia, ci sono pozzi di reiniezione di rifiuti liquidi provenienti dalle estrazioni di gas e di petrolio "normale"? Qualcuno li ha studiati? Ecco cosa dice il nostro Ministero delle

Attività produttive.

 


In Emilia Romagna ci sono 514 pozzi perforati, di cui 69 non produttivi e destinati ad "altro uso"

In Emilia Romagna ci sono 514 pozzi perforati, di cui 69 non produttivi e destinati ad "altro uso". Fra questi, che ho potuto identificare io, ce ne sono almeno 7 di reiniezione:

 

1. Angelina 001 - concessione Ravenna Mare (Ravenna) ENI

3. Cavone 14 - concessione Mirandola (Modena) Padana Energia

9. Cortomaggione 038 - concessione Cortomaggiore (Piacenza) ENI

23. Cortomaggiore 134 dir - concessione Cortomaggiore (Piacenza) ENI

29. Minerbio 021 - concessione Minerbio (Bologna) ENI-Agip

63. Spilamberto 009 - concessione Spilamberto (Bologna-Modena) Padana Energia

65. Tresigallo 007 - concessione Tresigallo (Ferrara) ENI

 

Di questi, tre sono molto vicini all'area dei terremoti - Mirandola, Spilamberto, Minerbio.

 

Il nostro governo ha qualcosa da dire su questi siti di reiniezione, sulle pressioni che possono essere esercitate su eventuali faglie circostanti, specie visto che alcuni di questi siti sono vicini all'epicentro del terremoto e visto che negli USA almeno i siti di reiniezione ad alta

pressione hanno "quasi sicuramente" scatenato i terremoti come dice l'USGS?

 

E anche se non sono i siti di reiniezione la causa scatenante di questi terremoti, è possibile che abbiano in qualche modo acuito o partecipato ai terremoti o invece sono stati assolutamente innocui?

 

In questo senso, condivido pienamente il pensiero del Prof. Ortolani che chiede maggiore vigilanza sui siti di reiniezione in Italia.

4. In Emilia ci sono, come detto, più di 500 pozzi scavati di petrolio e di gas "normali", senza fracking, di cui varie centinaia attivi, alcuni di questi vicinissimi al punto d'impatto. Io non so se questi pozzi in cui non si pratica il fracking possano essere relazionati ai terremoti, ma so che vi sono casi registrati in altre parti del mondo in cui le trivelle hanno portato a terremoti. Casi eccezionali certo, ma pur sempre accaduti.

 

Qui quello che avevo scritto a suo tempo sul terremoto dell'Aquila - era uno studio commissionato dai petrolieri della Sclumberger ed eseguito da scienziati russi che affermavano che trivellare aveva portato a terremoti di grado anche 7 della scala Richter in zone desertiche dell'Uzbekistan.

 

Si riportano casi di sismicità indotta in Oman, in Francia, in Texas, anche senza fracking, ma, come detto, io non so, e non posso dire se questo sia il caso in Emilia Romagna, data la forte magnitudine del sisma.

 

Anche qui, quello che posso sottoscrivere è quanto scritto da Vitaly Adushkin, Vladimir Rodionov, Sergei Turuntaev, scienziati russi dell'Istituto della Dinamica della Geosfera, dell'Accademia Russa di Scienza, assieme alla Schlumberger:

 

"Few will deny that there is a relationship between hydrocarbon recovery and seismic activity, but exactly how strong a relationship exists has yet to be determined." They caution that in regions where tectonic activity is already high, extracting oil and natural gas could trigger strong quakes".

 

Poche persone possono negare l'esistenza di correlazioni fra estrazioni di idrocarburi e attività sismica, ma esattamente quanto forte sia la relazione fra i due eventi deve essere ancora determinato. Occorre dunque essere prudenti, perché in zone dove l'attività sismica è già molto elevata, l'estrazione di petrolio e di gas potrebbe scatenare forti terremoti.

 

Infine, un caso simile di sismicità indotta si è verificato qualche anno fa a Basilea, Svizzera, dove nel 2006 Markus Haring stava trivellando un pozzo per geotermia che scatenò uno sciame sismico di 30 terremoti con grado massimo 3.4. Fu anche messo sotto processo per avere causato instabilità al territorio, rischiava il carcere, ma se l'è cavata con una multa se non mi sbaglio.

 

5. Infine, si parla di creare un mega campo di stoccaggio di gas nell'area del terremoto detto Rivara. Si parla di "importanza strategica nazionale". Ma come abbiamo fatto finora senza? È davvero così importante o si tratta dei giochini soliti per farci soldi?

 

Di questi campi di stoccaggio ne sono previsti 14 in tutta Italia, fra cui a San Benedetto del Tronto, a San Martino sulla Marrucina, zone sismiche, delicate.

 

Cui prodest?

 

Qui un articolo su simili progetti in Olanda, dove si vogliono stoccare 4 miliardi di metri cubi di gas ad alta pressione, da parte della Gazprom e della Taqa, che è una sussidiaria della ditta nazionale di gas di Abu Dhabi.

 

Si dice che:

"A number of scientific reports however show that gas storage might bring about serious seismic hazard to the surrounding municipalities of Bergen, Heiloo and Schermer and the town of Alkmaar. The area has known a number of (man) induced earthquakes during the depletion of the field between 1994 and 2008, with subsequent higher magnitudes on the Richter scale. Scientists from a number of renowned scientific institutes such as KNMI, MIT and TNO are comfortable with an estimated maximum magnitude of 3,9 on the Richter scale, with a chance of occurrence of 2% over the concession period. Earthquakes with lower magnitude but still quite damaging are of a much higher likelihood".

"Un numero di rapporti scientifici mostrano che lo stoccaggio di gas possa portare seri rischi alle citta' vicine di Bergen, Heiloo e Schermer e la vitta' di Alkmaar. L'area ha gia' vissuto un certo numero di terremoti indotti dall'uomo durante lo svuotamento del campo fra 1l 1994 ed il 2008, con scosse sempre piu' alte sulla scala Richter. Gli scienziati da un gran numero di noti istituti di ricerca come il KNMI, MIT e TNO sono soddisfatti nell'estimare una magnitudine massima di 3.9 sulla scala Richter, con la possibilita' di occorrenza del 2% sul periodo della concessione. Terremoti di grado minore ma allo stesso modo con danni notevoli sono di una probabilita' molto maggiore".

 

Per l'Olanda allora i sismologi dell'MIT hanno stimato che questo impianto di stoccaggio del gas può arrivare fino a terremoti del grado 3.9 con un tasso di occorrenza del 2%.

 

Per la cronaca. l'MIT è il Massachusetts Institute of Tecnology, Boston, uno degli istituti di ricerca piu' noti del mondo, il KNMI è il Koninklijk Nederlands Meteorologisch Instituut, l'Istituto Olandese di Meterologia, e il TNO e' il Nederlandse Organisatie voor Toegepast Natuurwetenschappelijk Onderzoek, Netherlands Organisation for Applied Scientific Research.

 

Qualcuno, che non sia la ditta proponente, ha fatto gli stessi studi per Rivara? Se uno infatti va a leggere quello che dice la Rivara Erg Storage, ti dicono che è tutto perfetto e tuttapposto, ma loro cosa possono dire?

 

Qualcuno ha parlato alle persone del fatto che terremoti più lievi sono di probabilità maggiore?

 

Qualcuno ha interpellato l'MIT per Rivara, San Benedetto del Tronto, o per San Martino sulla Marrucina? Di tutte queste cose riparleremo.

 

Alla fine resta la sola domanda: chi ci guadagna in tutto questo trivellare, stoccare, petrolizzare? Nessuno di noi esseri 'normali'.

 

In Emilia, ci sono stati morti, perdite ingenti, angoscia, paura, domande senza risposte in cambio di niente.

 

Magari il petrolio, i pozzi di reiniezione, lo stoccaggio del gas non c'entrano niente, ma è evidente che non puoi continuare a insultare madre natura e ad aspettarti che non ci siano mai conseguenze di nessun genere.

 

Con le trivelle ci guadagnano le ditte petrolifere, l'ENI, la Erg Rivara Storage, gli speculatori. Per cui anche se non si sa, le leggi della fisica, della probabilità, e soprattutto il semplice buon senso dicono che il gioco per noi cittadini davvero non ne vale la candela

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27 maggio 2012 7 27 /05 /maggio /2012 12:15

rosa gran milano500 La città di Milano ha la SUA rosa: si chiama Gran Milano

Neanche da dire che le cose non siano state fatte per bene: il creatore tedesco della rosa ‘Gran Milano’ infatti di esperienza ne ha da vendere e da sempre il suo marchio, Kordes, è, per tutti gli appassionati, garanzia di varietà sane e rigogliose. Ecco la descrizione della ‘Gran Milano’:

rosa gran milano bush300 La città di Milano ha la SUA rosa: si chiama Gran MilanoLa rosa ‘Gran Milano’ ha caratteristiche ideali: lunghissima fioritura, portamento compatto e ordinato, grande resistenza alle malattie e al freddo, fogliame sano ed elegante di un bel verde lucente e persistente anche nella stagione invernale e limitata necessità di cure manutentive. Il fiore ha anche un’altra caratteristica: la certificazione europea ADR, una garanzia assoluta di qualità che evita di dover ricorrere ai trattamenti antiparassitari, consentendo quindi un notevole beneficio in termini ecologici e ambientali; ha già vinto la Medaglia d’Oro e la Medaglia d’Argento, rispettivamente, ai concorsi internazionali di Valencia e di Monza”. Non male, no?

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28 aprile 2012 6 28 /04 /aprile /2012 19:39

Questo progetto nasce per far sì che gli artisti di tutto il globo terrestre collaborino tra loro per la prima volta nella storia, nella realizzazione di una grande performance.
L’esigenza di collaborazione tra gli artisti, di comunicare con la... città, incorporare tutte le forme d'arte in un unica performance, far sperimentare al cittadino l'arte in tutte le sue forme, e non solo da spettatore, e il desiderio di annientare la monotonia urbana del quotidiano.

L’invasione di nostra signora ART il 30 marzo 2009 ha visto 21 città di Italia tuffarsi in un avventura entusiasmante, divertente e piena di pura cultura. Ora nostra signora ART si ricarica e alza il tiro, rendendo tutto più articolato, per far si che tutte le forme d’arte invadano in modo sincronizzato: sia tra loro che tra le città, che giorno per giorno aumentano, e non sono più solamente italiane: qui gli artisti lavoreranno come un vero collettivo.
Chiunque voglia partecipare, deve attenersi a delle regole per non incorrere in problemi di natura legale, indi per cui non bisogna realizzare opere su strutture condominiali, a meno che non abbiate avuto un’autorizzazione scritta dal condominio stesso, non bisogna mettere in pericolo i passanti con le opere… in breve non dobbiamo essere attaccati dalla legge… il nostro deve essere un “camminare sul filo del rasoio”… chiunque non si attenga a queste regole si assuma le proprie responsabilità, e comunque sia non sarà un artista che ha contribuito al progetto "Art Invasion Evolution 2012".

Questa installazione urbana globale prende vita per donare a tutti l’arte, poiché la cultura è cosa di e per tutti e non di e per pochi, e questa volta invaderemo con tutte le forme d’arte, dalla pittura alla musica, dalla scultura al teatro,dalla poesia alla danza. L’arte sarà unita in tutte le sue forme per creare una grande opera, ed anche il cittadino parteciperà alla performance come parte attiva, e non solo come fruitore.

L’arte non imbratta, non guasta, non occupa, non sostituisce, non inquina, non offende: l’arte è un dono, amata o contestata. L’arte è vita.

Organizzazione:

In ogni città si deve costituire un gruppo d’artisti con un o più coordinatori, il quale avrà (avranno) il compito di coordinare gli artisti, sia in merito alla fattibilità dell’installazione sia nell’ individuazione delle zone cittadine da invadere con la nostra arte … ogni gruppo territoriale inoltre, nominerà un membro responsabile delle relazioni con la stampa, ovvero si costituirà una sorta di ufficio stampa che avrà il compito di pubblicizzare l’evento anche con fotografie e video.
 

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23 aprile 2012 1 23 /04 /aprile /2012 18:36
Concorsi, Italia, 19 aprile 2012

Dopo il successo del 2010, il 19 aprile 2012, l’azienda vitivinicola del Chianti Classico Rocca delle Macìe ospiterà la Seconda Edizione del “Premio Internazionale di Pittura Zingarelli – Rocca delle Macìe” finalizzato alla promozione e valorizzazione dell’arte contemporanea. Il premio, a cadenza biennale, è stato ideato in omaggio al produttore, regista e direttore cinematografico Italo Zingarelli, a conferma dell’attenzione che la famiglia, da sempre, rivolge nei confronti della terra toscana, delle arti in genere e, in particolar modo, verso i giovani di talento.
Il premio, patrocinato dal Comune di Castellina in Chianti e dalla Provincia di Siena, verrà conteso tra artisti italiani e stranieri che vantano un percorso di rilievo nell’arte contemporanea. Questi i 19 artisti segnalati (in ordine alfabetico): Mirko Canesi, Maria Grazia Carriero, Luna Corà, Luca Cruz Salvati, Laura De Barba, Ilaria Del Monte, Raffaele Fiorella, Pierluigi Lanzillotta, Marta Mancini, Ignazio Mortellaro, Luca Moscariello, Martine Parise, Sergio Picciaredda, Vittoria Ramondelli, Riccardo Ruberti, Renato Rubini, Mattia Scappini, Chiara Sorgato e Enatalem D.Zeleke.
Il tema scelto per le Seconda Edizione del Premio “Zingarelli – Rocca delle Macìe”, a cui gli artisti dovranno ispirarsi in piena libertà stilistica e tecnica, è il “Giardino del Getsemani” in cui l’olio e l’ulivo saranno i protagonisti. La parola aramaica Getsemani significa “frantoio” e ancora oggi il Giardino del Getsemani, locus amoenus in cui Gesù fu tradito da Giuda, conosciuto anche come Orto degli Ulivi o Giardino dei Fiori, conserva al suo interno otto magnifici esemplari secolari custoditi gelosamente dai frati francescani.
Sebbene l’attività principale di Rocca delle Macìe sia il vino, la coltivazione dell’olivo per la produzione dell’Olio Extravergine di Oliva ha fatto parte della storia dell’azienda fin dalla sua nascita. La famiglia Zingarelli, oltre vent’anni fa, ha creato, all’interno del Borgo della Riserva di Fizzano, un frantoio aziendale dotandolo, negli anni, dei migliori macchinari per la frangitura garantendo una produzione di altissimo livello.
Il Premio Istituzionale “Zingarelli – Rocca delle Macìe 2012” (€ 3.500) verrà assegnato tramite una valutazione popolare attraverso il voto dei visitatori dell’Azienda e dei fruitori della mostra allestita dal 19 aprile 2012 a fine settembre. Il Premio Speciale Famiglia Zingarelli (€ 1.500) verrà, invece, conferito dalla famiglia all’opera che rispecchierà maggiormente l’identità dell’azienda.
Il Comitato Organizzatore vedrà al fianco di Daniela, Sergio, Giulia e Andrea Zingarelli, il pittore Raimondo Galeano, ideatore del progetto, e la curatrice Simona Gavioli.
L’evento è stato presentato in anteprima presso lo stand Rocca delle Macìe (PAD.8 STAND D8) al Vinitaly, Salone internazionale del Vino e dei Distillati (dal 25 al 28 marzo).
www.premiodartezingarelli.org www.roccadellemacie.com

Ufficio Stampa
Valeria Canu – valeria.canu@roccadellemacie.com / +39.0577.7321
Roberta Filippi – filippi.roberta@gmail.com / premiodartezingarelli@gmail.com / +39.392.9492881

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17 settembre 2011 6 17 /09 /settembre /2011 11:10

uindi il repertoriBianche e Donatio al quale si attinge : giancarlo bianchettibrani originali, classici del jazz, autori brasiliani
come chico buarque, toninho horta, joao bosco, tra chitarra
gli altri, il tutto rivisitato con grande liberta’ di
espressione e mDonati &Bianchettiolta improvvisazione.

Silvia Donati Nata a Bologna, ha studiato con la cantante gospel Laverne Jackson, approdando al jazz attraverso la
partecipazione ad alcuni workshop: Barry Harris, Art Taylor, Rachel Gould, Horace Parlan, Michele Hendricks.
Ha fatto parte del quintetto di Marcello Tonolo 'Music on Poetry' (con P. Tonolo, F. Testa, A. Kramer) con il quale ha inciso
i CD "Days" e "Seed journey", composizioni originali scritte rispettivamente su poesie di Philip Larkin e Gregory Corso.
Con G. Bianchetti, A. Borsari e A.Tavolazzi fonda il Quartetto A.G.A.S., attivo ancora oggi.
Ha poi avuto modo di collaborare,fra gli altri, con : S. Gibellini, C. Atti, R. Chicco, A. Pozza, J. Villotti, P. Odorici, D. Rea



M. Greco, R. Taufic.
Appassionata da anni di musica brasiliana, è presente come cantante ed autrice di testi al Cd “Vira Vida” di Nicola Stilo con
special guest Toninho Horta e, tra gli altri, S. Bollani, B. Casini, R. Gatto.
Fa parte dal 1989 del gruppo Siluet ( M. Galantino, C. Missio, C. Atzori, S. Tarozzi, G. Sterpin, M. Finarelli)che nel ‘97
vince l’ottava edizione del premio Città di Recanati per le nuove tendenze della canzone d’autore. Il gruppo, interamente
femminile, ha al suo attivo apparizioni televisive ( Roxy Bar, 30 ore per la vita, sceneggiato “Per amore”, “Mantova musica
Festival”) e radiofoniche ( “Guglielmo 95” con la Banda Osiris e “Quelli che la radio..” di Giorgio Comaschi). Ha inoltre
avuto occasione di partecipare al “Festiva International du Musique Universitaire” a Belfort (Francia) e tenere concerti a
Durazzo e Tirana (Albania) oltre che nei locali di tutta Italia.
Con il gruppo Arcoiris (G. Bianchetti, D. Garattoni, M. Piancastelli, R. Rossi, A. Olivi) ha avuto occasione di cantare al
Festival do Avante di Lisbona ,al Festival Jazz di Marostica e nell’ambito di Veneto Jazz presentando il cd “Subterranea”.
Con il Gruppo Xangò (E. Righetti, S. Tasca, D. Garattoni, N. Marangoni, R. Rossi) ha inciso due cd ed è stata ospite della
trasmissione radio rai “Brasil” di Max de Tomassi.
Recentemente si è dedicata al progetto Con Alda ( L. Ferrara, P. Ghetti, R. Rossi) musicando alcune poesie di Alda Merini
con arrangiamenti di L. Ferrara.
Collabora stabilmente con Stand hard 3io ( A. Santimone, A. Fedrigo, G. Bertoncini), con i quali ha inciso il cd “Singin’ in
the brain” (brani originali e rielaborazioni di classici del jazz e non), di matrice più vicina al jazz contemporaneo.
Discografia: silvia donati voce

silvia donati e giancarlo bianchetti collaborano da
16 anni nei quali hanno avuto modo di sperimentare
comuni esperienze nell’ambito della musica
brasiliana e del jazz.
vasto è quindi il repertorio al quale si attinge : giancarlo bianchettibrani originali, classici del jazz, autori brasiliani
come chico buarque, toninho horta, joao bosco, tra chitarra
gli altri, il tutto rivisitato con grande liberta’ di
espressione e molta improvvisazione.

Silvia Donati Nata a Bologna, ha studiato con la cantante gospel Laverne Jackson, approdando al jazz attraverso la
partecipazione ad alcuni workshop: Barry Harris, Art Taylor, Rachel Gould, Horace Parlan, Michele Hendricks.
Ha fatto parte del quintetto di Marcello Tonolo 'Music on Poetry' (con P. Tonolo, F. Testa, A. Kramer) con il quale ha inciso
i CD "Days" e "Seed journey", composizioni originali scritte rispettivamente su poesie di Philip Larkin e Gregory Corso.
Con G. Bianchetti, A. Borsari e A.Tavolazzi fonda il Quartetto A.G.A.S., attivo ancora oggi.
Ha poi avuto modo di collaborare,fra gli altri, con : S. Gibellini, C. Atti, R. Chicco, A. Pozza, J. Villotti, P. Odorici, D. Rea,


M. Greco, R. Taufic.
Appassionata da anni di musica brasiliana, è presente come cantante ed autrice di testi al Cd “Vira Vida” di Nicola Stilo con
special guest Toninho Horta e, tra gli altri, S. Bollani, B. Casini, R. Gatto.
Fa parte dal 1989 del gruppo Siluet ( M. Galantino, C. Missio, C. Atzori, S. Tarozzi, G. Sterpin, M. Finarelli)che nel ‘97
vince l’ottava edizione del premio Città di Recanati per le nuove tendenze della canzone d’autore. Il gruppo, interamente
femminile, ha al suo attivo apparizioni televisive ( Roxy Bar, 30 ore per la vita, sceneggiato “Per amore”, “Mantova musica
Festival”) e radiofoniche ( “Guglielmo 95” con la Banda Osiris e “Quelli che la radio..” di Giorgio Comaschi). Ha inoltre
avuto occasione di partecipare al “Festiva International du Musique Universitaire” a Belfort (Francia) e tenere concerti a
Durazzo e Tirana (Albania) oltre che nei locali di tutta Italia.
Con il gruppo Arcoiris (G

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