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  • interesse per tutto ciò che di bello e buono c'è in Italia: l'artigianato.
Arte,  enogastronomia, giovani stilisti, sarti, produttori di essenze, biologico, eco sostenibile, biodiversità ..., piante, fiori, tessuti, design,hotellerie,
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24 febbraio 2014 1 24 /02 /febbraio /2014 16:32

SAVE THE DATE
Sabato 22 Febbraio ore 17 
Ristorante Leoni 

presentazione dei corsi di cucina 
Chicchibio@Cucina&Poesia che si terrano a Bologna da marzo 2014 

Saranno presenti gli chef Massimiliano Poggi e Marcello Leoni 

E gradita la prenotazione 
Per info 329 5948879
d.corrente@libero.it
http://www.danielacorrente.it/chicchibiocorsocucinapoesia-2014/logo-chicchibio-jpg-.jpg

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17 novembre 2013 7 17 /11 /novembre /2013 12:39

chicchibio-2013-on-loghi.jpg

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1 febbraio 2013 5 01 /02 /febbraio /2013 08:35

Proseguono i corsi di cucina Chicchibio, a cura di DanielaCorrente eventi, con la novità 2013, l’ingresso tra i partners di La Feltrinelli e del Teatro delle Lune ,  voci recitanti di versi del Boccaccio a cui i Corsi sono dedicati.

 

chicchibio corso cucina gorizia


Una ricco programma di presentazione di libri di cucina accompagnata da chef provenienti da varie regioni d’Italia tra questi

4 febbraio - lunedi'
ore 18 -presso Redipane in corte Dandini 3-5
Il giornalista del Mattino Luciano Pignataro, del Comitato Esecutivo Guida Ristoranti Espresso e curatore dell’omonimo blog (www.lucianopignataro.it)

presenta il libro “Le Ricette di Napoli”, 650 piatti fra tradizione e modernità.
Conduce Lorenzo Frassoldati, giornalista del Resto del Carlino con Federica Di Vizia, giornalista rai
In collaborazione con La Feltrinelli.
e Luciano Pignataro Wineblog



Dalle ore 20 – Corso di cucina Avanzato con lo stellato, napoletano doc Agostino Iacobucci, chef a I Portici di Bologna, che interpreterà alcune ricette del libro di Luciano Pignataro.
Lo scrittore-giornalista sarà ospite del corso e cena successiva
presso Hollywood Cafe’ Diegaro di Cesena, via Emilia Ponente 3003
Sebastiano Rossi a, l'ex portere del Milan a curare la selezione dei vini.

 

Proseguono i corsi di cucina Chicchibio, a cura di DanielaCorrente eventi, con la novità 2013, l’ingresso tra i partners di La Feltrinelli e degli attori Sergio Basti e Monica Briganti voci recitanti di versi del Boccaccio a cui i Corsi sono dedicati.

Una ricco programma di presentazione di libri di cucina accompagnata da chef provenienti da varie regioni d’Italia tra questi

4 febbraio - lunedi'
ore 18 -presso Redipane in corte Dandini 3-5
Il giornalista del Mattino Luciano Pignataro, del Comitato Esecutivo Guida Ristoranti Espresso e curatore dell’omonimo blog (www.lucianopignataro.it)

presenta il libro “Le Ricette di Napoli”, 650 piatti fra tradizione e modernità.
Conduce Lorenzo Frassoldati, giornalista del Resto del Carlino con Federica Di Vizia, giornalista rai
In collaborazione con La Feltrinelli.
e Luciano Pignataro Wineblog



Dalle ore 20 – Corso di cucina Avanzato con lo stellato, napoletano doc Agostino Iacobucci, chef a I Portici di Bologna, che interpreterà alcune ricette del libro di Luciano Pignataro.
Lo scrittore-giornalista sarà ospite del corso e cena successiva
presso Hollywood Cafe’ Diegaro di Cesena, via Emilia Ponente 3003
Sebastiano Rossi a, l'ex portere del Milan a curare la selezione dei vini.

Menu'

Menu’
Alici dorate e fritte
Momenti napoltano …. paccheri di gragnano con ragout di san marzano
Trionfo di maiale con friarielli
Baba’ Napoletano ( Agostino e’ il miglior chef d’Italia nel baba’! )

 costo del corso con cena e libro di Luciano Pignatat in omaggio 75.00 - ( max 25 persone )

solo cena 55.00 (compresi vini)

solo degustazione 30.00

Prenotazione Obbligatoria


Info&preno
329 594887

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10 ottobre 2012 3 10 /10 /ottobre /2012 13:03

008.jpgA MARTORADI CESENA DI BREVE INIZIO - FINE OTTOBRE -  I CORSI DI CUCINA INTITOLATI CHICCHIBIO, IL CUOCO DI MESSIER CURRADO- NOVELLA DEL BOCCACCIO, COADIUVATI DALLO CHEF EDO VITALI CHE DEFINISCE QUESTO CICLO ’” LA QUINTA ESSENZA “ , UN ESSENZA CHE CI SVELERA’ LUNGO QUESTA NUOVA AVVENTURA . CORSI DI CUCINA CON CENA CHE INSIEME ALL’ORGANIZZAZIONE DI DANIELACORRENTE PARTIRANNO QUESTO AUTUNNO 2012. I CORSI SI ARTICOLERANNO IN TRE TIPOLOGIE 1) CORSO AVANZATO IL GIOVEDI’ DALLE ORE 18.30 2) CORSO DI SOPRAVVIVENZA PER SINGLE IL VENERD DALLE ORE 18.30 3) CORSO PER FAMIGLIE, LA DOMENICA DALLE OER 18. TEMI CHE VERRANNO TRATTATI: 1) BUFFET CON ELEMENTI DI RECUPERO 2) RISOTTI PARTICOLARI DALLA PAJELLA, RISO PECORINO E MELA, RISO SQUACQUERONE RUCOLA E RIDOTTO DI SANGIOVESE 3) CUCINA FUSION E VELOCE 4) UTILIZZO DI ERBE AROMATICHE, SEMI, FRUTTA SECCA:SESAMO, TAjin.. 5) IL FRITTO 6) TECNCHE DI PREPARAZIONE DEL PIATTO 7) TECNICHE DI COTTURA L’ATTEMZIONE ALLE INTOLLERANZE ALIMANTARI 8) CUCINA VEGANA ,NATURALE E BIO 9) ACCENNI DI PASTICCERIA E PANIFICAZIONE 10)ACCENNI ALLA DIETA ZONA, DIETA DEL GRUPPO SANGUIGNO ecc…… 11) COME FARE LA SPESA. CI RECHEREMO PRESSO ALCUNI SUPERMERCATI E NEGOZI PER INSEGNARE COSA E COME COMPRARE EDO VITALI, CURRICULUM Autodidatta, Dal ’88, ha lavorato da Cipriani, - Braithon, all’Osteria degli Usignoli- Cesena, Notte Dì – Milano Marittima, Girasoli -Cesena, la Cittadella – Cesena, la Bussola – Reggio Emilia, La passione per la cucina e’partito, racconta Vitali, con Giuliano Benaglia fondatore de il ristorante Giuliano di Cesenatico, lui mi ha affiancato per 4 mesi insegnandomi tutto, e dopo questi 4 mesi mi ha ceduto il suo posto di chef, lasciandomi in mano un intero ristorante al ristorante la Bussola Di Scandiano Reggio Emilia. Nei mei menu’ c’e’ sempre il suo cavallo di battaglia, ” Zuppetta ai frutti di mare e crostacei” che va servita rigorosamente nella padella di rame! Un lovoro che ad oggi adora mi entusiasma, spero di trasmettere questo entusiamo , e passione alle le persone che mi seguiranno nei corsi. Per accrescere la mia competenza ho seguito corsi di 500 ore con chef come Vincenzo Camerucci, Giacomo Galeazzi, Mauro Uliassi, Bontolani, Carlo Bondi. Per la pasticceria ho avuto insegnanti quali Massimiliano Tontini, de la pasticceria Duomo di Rimini, con un corso di 500 ore. Poi ho frequentato un corso di due settimane presso una scuola in Toscana, di alta cucina internazionale Caterina de Medici della famiglia Bini un corso di panificazione di 900 ore Dopodicche’ ho girato il mondo assaporando le varie cucine : dalla giapponese, Thailandese, cubana,.. Menu’ Partiamo con tre menu’ per ciascun corso, poi divulgheremo agni volta i menu’ successivi. Corso avanzato di giovedi’ Antipato frutti di mare e crostacei Goccia d’oro di mare Cod a di rospo in porcetta Cheese cake Corso di sopravvivenza per single, un approccio alla cucina fusione veloce, di facile reperibilita’ degli ingredienti Venerdì Uovo in camicia con scaglie di grana su letto di insalata e bresaola, accompagnato dal pane di Redipane Matriciana di mare Risotto di squaquarone, rucola e ristretto di sangiovese Cotoletta di Formaggio e nocciole Corso per famiglie : domenica . Il corso sara’ coadiuvato da personale per intrattenere i bambini con giochi vari. Il corso vertera’ sulla personalizzazione con un attenzione per le intolleranze, con attenzione alla alimentazione naturale, bio, macrobiotica, vegana, dieta zona, dieta del gruppo sanguigno

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9 giugno 2012 6 09 /06 /giugno /2012 10:24

Una serata tutta declinata in rosa, martedì 12 giugno, nella lounge di Vinòforum a Roma, un evento mondano ma anche “ di gusto” che vedrà la presenza di diverse donne “giuste” che hanno saputo creare valore con il loro stile sia nella cucina, sia nella sala di un buon ristorante, sia nei campi coltivando uve e prodotti della terra sublimi, sia dietro lo schermo di un pc o di una televisione, comunicando al meglio queste delizie.
Non ultimo, anzi centrale come argomento, i vini con le bollicine, italiani ed esteri, che da sempre sono sinonimo di festa ed allegria, insieme ad un oggetto-feticcio per molte, le scarpe con il tacco alto, per sentirci femminili.
Una serata fluida nella quale cucineranno ”in diretta” alcune tra le più interessanti chef donna della Capitale e non solo, come Cristina Bowerman, Ana Ros, Aurora Mazzucchelli, Victoire Gouloubi, la prima chef africana che cucina interamente “italiano”, Daniela Tizzanini che ha appena realizzato il menu del papa durante la sua visita ad Arezzo, Marzia Buzzanca che non si è mai persa d’animo con il suo ristorante da poco riaperto nella zona rossa del centro storico de L’Aquila dopo il terremoto, e diverse altre.
Sarà un’occasione per porre in luce una certa cucina di qualità declinata ancora troppo poco al femminile, ma forse mai come oggi così attiva. Sul fronte vini e prodotti d’eccellenza, tante altre storie di donne straordinarie: grande mozzarella di Bufala di Paestum, una nota “bottegaia” della costiera Amalfitana, una produttrice di olio straordinario, un grande cioccolato del sud, Maglio, dei gelati bio fantastici di una “gelatiera” illuminata e tante altre…
L’invito a partecipare è rivolto davvero a tutte, purché in grado di mettersi in gioco con un pizzico di autoironia, ed in particolare alle esperte del settore in qualità di giornaliste e comunicatrici ed ai grandi appassionati di alta cucina.

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2 giugno 2012 6 02 /06 /giugno /2012 09:40
 
 

"Girovagando Camper Tour" da Leoni

Con l´ occasione della "festa delle mani amiche" a Vico Equense, "capitanata" dal Gennarone nazionale, quest´ anno prende vita una iniziativa originale dello chef Daniele Lunghi: far conoscere ed incontrare i miglior produttori e gli interpreti dei sapori italiani.

"Girovagando Camper Tour© 2012" "W" Verso Vico....A spasso con i produttori...

Un viaggio che partirà da Milano il 1 di giugno e che toccherà varie città incontrando tutti gli appassionati che vorranno esserci, arriverà a Vico Equense per lo start il 3 giugno.
Ad ogni tappa ci si divertirà con assaggi e calici inediti preparati con le materie prime dei produttori che lo accompagneranno in questo viaggio.
Nell’ultima tappa del 1 giugno, dopo la Francescana a Modena dall’amico Massimo, saremo lieti di ospitarli qui a Bologna presso il nostro ristorante Leoni e fargli festa in Osteria di Porta Europa.
Lo chef Daniele Lunghi incontrerà lo chef Marcello Leoni e condivideranno con noi la loro passione per la cucina ed i suoi prodotti preparandoci la "Pasta Verrigni con ricotta di Stefano Fogacci, capperi e caffè". Nell’atmosfera Magica del "Giardino dell’Osteria Di Porta Europa" la festa continuerà ad oltranza .
Un occasione unica da condividere insieme ai protagonisti di questo viaggio nel gusto di un paese straordinario come l’Italia  Un’esperienza condivisa con tutti i viaggiatori virtuali della rete ,con un blog dedicato www.girovagandocampertour.it e i vari socialnetwork, dove in tempo reale ci sarà la narrazione live "di questo viaggio del gusto"
Vi aspettiamo per una serata "indiscussamente" UNICA!

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18 maggio 2012 5 18 /05 /maggio /2012 19:12

Riserva. Sia che si eserciti nel senso di tutela o di accumulo, questo termine sottende comunque un momento di riflessione. Per questo sul finire del 2011 la Riserva Storica dei Sangiovesi di Romagna ha rappresentato un momento di confronto sul vitigno simbolo di questa regione ma non solo.

Scritto da Marco Tonelli il 18 maggio 2012


SangioveseRimagnaRiservaStorica

Innanzitutto il caveau di Bertinoro ha cominciato ad ospitare una selezione, curata da Giorgio Melandri, di bottiglie prodotte in Romagna che per una qualche precisa peculiarità hanno rappresentato o rappresentano un fattore di unicità. Annata, terroir, tecniche di allevamento e di cantina, rappresentano le variabili che tra alcuni anni forniranno alcune indicazioni su quali possano essere i terreni reali o progettuali su cui il Sangiovese sia in grado non solo di esprimersi meglio. Nell’immediato la degustazione di 25 bottiglie della riserva non solo ha rappresentato la riprova immediata dell’espressività e della longevità varietale, ma al tempo stesso è riuscita a mostrare la crescita di un territorio e dei propri vignaioli. Infine l’assaggio ha finalmente messo in luce l’aspetto indipendente di una zona di produzione che ad oggi ha rotto le riserve – una volta per tutte- di chi inquadrava il Sangiovese romagnolo come un vino poco interessante, relegandolo al tempo stesso ad esercitare un ruolo ancillare rispetto al dirimpettaio toscano.

L’apertura della degustazione ha visto il Vigna Lepri 1970 di Fattoria Paradiso, il 1975 in versione Rocca di Ribano di Spalletti e in quella prodotta da Giuseppe Nicolucci e, infine, il 1979 Sangiovese Riserva prodotto da Cesari. Il fil rouge che ha legato questi vini è indubbiamente quello di aver mal sopportato tanti anni di bottiglia, pur riuscendo a denotare tra le fitte evidenze di ossidazione, anche cromatiche, una materia comunque individuabile. Frutto di anni in cui si considerava ancora d’annata o poco più, il Sangiovese anni ’70 non godeva certo di tecniche di cantina che facessero risaltare le doti di longevità. Un aspetto che negli anni ’80, come detto, farà capolino in Romagna grazie alla volontà di personaggi faro dell’enologia di queste latitudini. La nascita di aziende come Castelluccio portò in Romagna non solo Gian Vittorio Baldi e Veronelli, ma soprattutto un’idea di una viticoltura in grado di dare vita ad un territorio nel suo complesso. Questo permise, tra l’altro, di godere di una lungimiranza che non si limitò ad affidare al baronato e baronale mondo degli enologi di grido ma addirittura cercò di trascinare nella novità del progetto figure nuove, ma non per questo prive di talento, come una serie di giovani enologi e agronomi come Bordini e Fiore. La visione di vinificazioni separate e l’utilizzo di barrique ha dato il via a numerosi produttori che da questo punto in poi hanno preso coraggio e consapevolezza di cosa fosse in grado di produrre la viticoltura romagnola. Ad oggi Il Castelluccio Ronco delle Ginestre ’82 presenta un frutto rotie con accenni di vulcanizzazione ma anche una beva abbastanza snella con accenni fruttati e di macchia mediterranea. Ma gli anni ’80, oltre a portare una ventata progettuale del tutto nuova, hanno contraddistinto una compiutezza produttiva per alcuni produttori come Giuseppe Nicolucci. La riprova liquida assaggiata con i suoi Sangiovese Superiore Dlà Pré 1981 presenta ancora una bocca contraddistinta da acidità ancora ben affilata. Altri vini degustati:

Nicolucci Sangiovese 1975 (non giudicabile)
Naso ossidato con evidenze di frutta secca e punte di liquirizia. La bocca invece mostra un contrappunto acido e metallico. Il corpo del vino è altrove, rimane l’anima del Sangiovese che fu.

Umberto Cesari Sangiovese Riserva numerata privata 1979 (75)
Evidenze ossidative al naso che non compaiono invece in bocca. Il sorso infatti propone ancora polpa e spezia. Poca marmellata ma, per fortuna, ancora tanto frutto.

Podere dei Nespoli Borgo Guidi 1983
Qualche accenno di cedimento a livello cromatico. Il naso evidenzia sensazioni di fieno, con accenni mentolati e un frutto timido ma presente. In bocca la polpa, poca, è totalmente slegata da un’acidità tagliente e coprente

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28 aprile 2012 6 28 /04 /aprile /2012 18:53

Eccopinò, è la manifestazione che si è svolta alcuni giorni fa a Borgo San Lorenzo, e che vedeva protagonista l’annata 2009 dei nove produttori del Pinot Nero dell’Appennino Toscano. Io questa volta non sono potuta andare, ma visto che ho assaggiato il Pinot Nero di tutti i produttori, tempo fa, ho scritto ben volentieri un articolo su questa nuova realtà sulla rivista Toscana & Chianti News. Vi lascio leggere tre articoli interessanti scritti da: SABRINA SOMIGLI SU ECCE KITCHEN http://eccekitchen.blogspot.it/2012/04/eccopino-2012-io-cero-abbastanza.html LEONARDO ROMANELLI SU INTRAVINO http://www.intravino.com/assaggi/eccopino-2012-il-pinot-nero-in-toscana-ci-prova-e-ci-riesce/ RICCARDO FARCHIONI SU L’ACQUABUONA http://www.acquabuona.it/2012/04/uno-per-tutti-tutti-per-uno-i-pinot-nero-dellappenino-toscano-a-eccopino-2012/ Questo invece il mio articolo su Toscana & Chianti News Eccopinò, è la manifestazione che si è svolta alcuni giorni fa a Borgo San Lorenzo, e che vedeva protagonista l’annata 2009 dei nove produttori del Pinot Nero dell’Appennino Toscano. Io questa volta non sono potuta andare, ma visto che ho assaggiato il Pinot Nero di tutti i produttori, tempo fa, ho scritto ben volentieri un articolo su questa nuova realtà sulla rivista Toscana & Chianti News. Vi lascio leggere tre articoli interessanti scritti da: SABRINA SOMIGLI SU ECCE KITCHEN http://eccekitchen.blogspot.it/2012/04/eccopino-2012-io-cero-abbastanza.html LEONARDO ROMANELLI SU INTRAVINO http://www.intravino.com/assaggi/eccopino-2012-il-pinot-nero-in-toscana-ci-prova-e-ci-riesce/ RICCARDO FARCHIONI SU L’ACQUABUONA http://www.acquabuona.it/2012/04/uno-per-tutti-tutti-per-uno-i-pinot-nero-dellappenino-toscano-a-eccopino-2012/ Questo invece il mio articolo su Toscana & Chianti News Mi piace questa Toscana, che non si ferma mai, mi piace questa regione che sa affrontare sempre nuove sfide, mi piace il Pinot Nero toscano, mi piace quello che si fa lungo l’Appennino! Vitigno tosto per natura, il Pinot Nero, è già un impresa decidere di coltivarlo in zone più vocate, pensate a chi ha deciso di metterlo in produzione in territori particolari, come Lunigiana, Garfagnana, Mugello e Casentino. Una dorsale ricca di gente semplice, di bellezze naturali ancora incontaminate, ma anche di difficoltà climatiche, dove la temperatura è spesso di 4-5 gradi in meno rispetto alle normali zone vinicole, ma dove la gente crede ancora in quello che fa ed è orgogliosa di portare avanti le esperienze del Pinot Noir, fatte di piccoli successi e tanti sacrifici. Per questo è stato costituito l’associazione Appennino Toscano-Vignaioli di Pinot Nero: una piccola comunità di persone che ha tanto da insegnare al mondo, scegliendo di coltivare e di confrontare i risultati di questo grande vitigno, che se vuole sa crescere di qualità anche in zone inaspettate. Macea, Casteldel piano, il Poderela Civettaia, Il Rio,la Fattoriail Lago, il Podere Fortuna, Frascole, le Terre di Giotto, il Podere Concori, sono tutte realtà da conoscere, da esplorare, da degustare, che hanno dato vita al “Manifesto del Pinot Nero”. Questo manifesto è nato dalla collaborazione di tutti i produttori per raggiungere determinati scopi, come migliorare la qualità dei rapporti umani che condividono la stessa passione, avere la possibilità di parlare come unica voce nei confronti delle pubbliche amministrazioni, dimostrare la vocazione del territorio montano dell’Appennino, favorire la ricerca scientifica e la formazione professionale legata alla viticultura montana, organizzare rassegne, a rotazione, nelle varie valli, inerenti al Pinot Nero, creare un percorso turistico ed enogastronomico attorno alle aziende, ma anche valorizzare i prodotti degli associati di comune accordo con la filosofia dell’Associazione.Questo vitigno è l’Imperatore della Borgogna, ma anche l’”enfant terrible” del vino per il suo modo capriccioso di svilupparsi e la frequenti mutazioni, ma che sa dare vini straordinari con una morbidezza a dir poco vellutata. Il suo carattere e lo stile dei vini varia con il territorio ed è per questo che “Il Governo dei Nove” va avanti con la ricerca del migliore “bouquet”. Si lavora per stilarne i profumi, specialmente quelli dei frutti di bosco neri e per dotare il vino del suo caratteristico colore trasparente tendente al rubino. Un altro modo per conoscere questa regione che non smette mai di stupire. Stefania Pianigiani

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21 aprile 2012 6 21 /04 /aprile /2012 19:51

 





    La cucina creativa e perversa dello chef Davide Scabin e del suo bravissimo sous chef Giuseppe Rambaldi.





Immortalare la propria finta ingenuità in un castello. È quello che consiglio sempre alle piccole vergini che vengono a chiedermi un consiglio. Sì, perché Davide Scabin lavora nel ristorante gastronomico Combal.Zero a Rivoli (www.combal.org), all’interno del museo d’arte contemporanea, all’interno del Castello di Rivoli. Luogo misterioso, perfetto meandro gastro-artistico per sverginare le menti poco avvezze alla cucina d’avanguardia.





   

Davide Scabin è un puro alchimista del gusto. L’alchimia è un’antica procedura mentale, pre-scientifica, un vetusto approccio filosofico ed esoterico che combina diversi elementi tra loro, siano essi chimici o fisici, artistici o religiosi, metallurgici o mistici, per raggiungere un obiettivo che tenda alla perfezione. Come un alchimista cuciniere infatti, Davide Scabin amalgama le idee e le rende concrete e consistenti, tracciando le orme per una nuova trasformazione, come dal ferro all’oro e dalla minima sostanza all’equilibrio totale.





Davide Scabin è un alchimista perché intraprende strade e percorsi autonomi, per nulla coerenti a correnti di pensiero, tendenze o a qualsivoglia consorteria. Con le sue idee gastronomiche si è sempre trovato nel luogo sbagliato nel momento sbagliato.





Un giorno accade il loop micidiale che ha portato lo chef indigeno di Rivoli all’attuale evoluzione, partendo dai due elementi “emozione” ed “esperienza”. Sono piovuti dall’alto altri due termini fondamentali nel processo alchemico: trasgressione e perversione. La “trasgressione” è una linea retta che porta a una forma patologica, perché ogni volta si ricomincia da dove si era smesso, aumentandone la dose. La “perversione” è un circolo che riesce invece a reinventare un piacere e quindi a dare ogni volta un’emozione nuova attraverso qualcosa di già conosciuto.





La Piola Kit è la vecchia trattoria tipica piemontese ma in miniatura, inscatolata e pronta all’uso del commensale, con le carte mignon della Dal Negro, il peperone con l’acciuga, il tomino al verde, il bollito, la panna cotta.





Nasce poi il “design di sistema”, il bello e buono, l’essenza del gusto racchiuso in una forma estetica da pelle d’oca. La fatica del cambiar rotta ha partorito Check Salad. È stato necessario per lui e la brigata del Combal.Zero di Rivoli progettare un ricercato design culinario per avere il controllo dei gusti primari.



     



La Cotoletta alla Milanese è stata quindi vista e rivista, sezionata, ingentilita, ribaltata, cotta al camino, interiorizzata ed esteriorizzata in più maniere. La perversione golosa si è quindi ripresentata in tutte le sue forme, sempre più buona, sempre più nuova, nonostante fosse la medesima Milanese di fassona. Di solito nella cucina di Scabin si offriva sempre qualcosa di soggettivo e di personale, un particolare piatto realizzato ad hoc dalla mente creativa dello chef; ora sopraggiunge qualcosa di opposto, di oggettivo, un piatto che ogni commensale conosce e ha acquisito nel proprio background gastronomico personale: la cotoletta alla milanese, il normale pomodoro, la melanzana, il brodo, ecc. Il ristorante offre nel menu una proposta oggettiva che va dunque a scontrarsi contro un’analisi oggettiva-soggettiva del cliente: lo chef provoca quindi in modo intelligente e colto, quasi psicoanalitico, ma comunque alchemico al 100%. Chi assaggia questa Fassona al camino infatti si emoziona al quadrato, perché, pur godendo dell’istante, si eccita ulteriormente paragonando la cotoletta alla milanese di Scabin a tutte quelle che ha assaggiato fino a quel momento.


  





Sarebbe bello reinventare il piacere anche nella vita, tutti i giorni, ripetendo le azioni e percependo i sapori in modi sempre nuovi e diversi. Ed è così che nascono anche gli spaghetti Black is Black, pasta monograno Felicetti all’alchemica “carbonara”, in cui la curvatura e il colore nero vanno in contrasto cerebrale tra loro rispetto ai normali spaghetti che ognuno è abituato a vedere e mangiare. Questo vuol dire sbanalizzare la pasta!

  



E infine la Fusione a freddo, cioè il dessert composto da 26 elementi ghiacciati che vengono alla fine sciolti dalla semplice mescita di acqua frizzante nel piatto. L’acqua come antimateria gastronomica, come elemento detonatore o catalizzatore che fa partire la fusione, come elemento negativo che innesca un processo positivo. Questo è un piatto che ha fatto impazzire il collega Paolo Lopriore, anch’egli adepto dell’alchimia culinaria

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21 aprile 2012 6 21 /04 /aprile /2012 19:30

Il quarto chef è Giacomo Amicucci del “Vicolo Santa Lucia” a Cattolica (RN). Da ragazzo era già cuoco convinto. Invece di giocare a calcetto con i compagni si divertiva con i fornelli e aiutava la nonna a far piadine e la sfoglia per i cappelletti. Giovanissimo, solo 25 anni, di Cattolica, ha girato molto, lavorando in ristoranti importanti come il “Gellius” di Oderzo, il “Trussardi” alla Scala di Milano, il “Pagliaccio” di Roma, per poi ritornare dov’era nato, a Cattolica, nel ristorante dell’Hotel “Carducci”, dov’ è il sous chef di Stefano Ciotti. Per lui la cucina è gioco e divertimento, deve essere creativa, ma rispettando sempre le tradizioni. Tra i suoi piatti c’è la Zucca, il midollo panato e lo yogurt di capra; Palamite appena scottata, melanzana e caramello alla colatura di alici. Il suo piatto preferito, da buon emiliano sono i Cappelletti in brodo. È un uomo di mare, i suoi hobby sono la pesca e la vela

 

Il terzo chef emergente dell’Emilia Romagna che stiamo per presentarvi è Angelo Durante, sous chef di Massimo Spigaroli dell’“Antica Corte Pallavicina” di Parma. Nato in un piccolo paese nella provincia di Brindisi, è stato fin da piccolo sempre a contatto con la natura e i prodotti della terra. Da lì nasce la sua passione per le materie prime e per la cucina. «Sono sempre stato incuriosito da tutto quello che c’era fuori da quello che era il mio territorio, cosi dopo aver frequentato la scuola alberghiera, munito della mia valigia di cartone, incomincio la mia carriera come apprendista cuoco oltre confine». Tra le sue specialità: Patata soffiata farcita di zucca e tosone su finferli alla santoreggia in brodo di fiori di zucca e parmigiano; Lasagnetta di storione intramezzato da spinaci, gamberi di fiume e guazzetto al limone e erba cipollina. Persona umilissima, sempre pronta a piegare la schiena, grazie all’educazione avuta da famiglia di operai, che hanno sempre accettato ogni sua scelta, si trova ora, dopo l’ultima grande esperienza in Francia, a collaborare con Massimo Spigaroli presso “l’Antica Corte Pallavicina”. Adora la cucina della mamma, soprattutto le orecchiette con sugo e trippa. Il suo sogno è aprire un ristorante tutto suo.

 

Il secondo chef emiliano è Andrea Molinelli del “La Palta” di Piacenza. Nato il giorno di Natale del 1984 a Castel San Giovanni (PC), ha avuto la fortuna di entrare subito in contatto, a soli 16 anni, con Isa Mazzocchi della “Palta di Borgonuovo Val Tidone” di Piacenza, una delle donne chef più capaci d’Italia. La sua cucina è basata sulle tradizioni del territorio, approfondendo e scoprendo tutte le sue sfumature, come nei piatti Crema bruciata di zucca allo zenzero con cremino al grana padano; Cavallo in manto di pane alle noci con rapa rossa alla liquerizia e le sue meringhe. Tre anni orsono, al Concorso dei Jeunes Commis organizzato dalla Chaine des Rotissieurs, si è classificato primo degli italiani e quarto a livello mondiale.

 

Il primo chef è Lorenzo Barsotti, 28 anni, della “Barsotti Trattoria Enoteca” a Marzabotto (BO). Dalla Toscana con passione, dopo aver girato non poco per migliorare il proprio bagaglio tecnico, è approdato in un piccolo borgo del primo appennino bolognese, a Marzabotto (BO). In gioventù ha ricevuto la sua prima esperienza formativa a Prato, all’enoteca “Barni”, per poi arrivare alla celebre “Locanda dell’Angelo”. Una seconda esperienza importante l’ha poi avuta al grande ristorante dei fratelli Roca a Girona, in Spagna, al ristorante “El Celler de Can Roca”, ai primi posti nella classifica dei 50 World Best Restaurants. Da più di un anno ha aperto, con il fratello Francesco, una piccola Enoteca ristorante nel centro di Marzabotto, dove cerca di conciliare gli insegnamenti appresi con una cucina sana, rispettosa dell’ ambiente e offerta al giusto prezzo, come il territorio e la semplicità del locale suggeriscono. Tra i piatti dello chef troviamo: Gnudi di ricotta e pecorino su vellutata di zucca gialla e pancetta tostata; Salmerino del Corno alle Scale su crema di patate alla lavanda e porri croccanti; “Neccio” ripieno di cremoso al riso con salsa alla gianduia e mirtilli; Filetto di coniglio bardato con guancia di mora romagnola e rapini.

 

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Published by danielacorrente l' en@gastr@profumiera - in cucina
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