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  • interesse per tutto ciò che di bello e buono c'è in Italia: l'artigianato.
Arte,  enogastronomia, giovani stilisti, sarti, produttori di essenze, biologico, eco sostenibile, biodiversità ..., piante, fiori, tessuti, design,hotellerie,
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21 aprile 2012 6 21 /04 /aprile /2012 19:30

Il quarto chef è Giacomo Amicucci del “Vicolo Santa Lucia” a Cattolica (RN). Da ragazzo era già cuoco convinto. Invece di giocare a calcetto con i compagni si divertiva con i fornelli e aiutava la nonna a far piadine e la sfoglia per i cappelletti. Giovanissimo, solo 25 anni, di Cattolica, ha girato molto, lavorando in ristoranti importanti come il “Gellius” di Oderzo, il “Trussardi” alla Scala di Milano, il “Pagliaccio” di Roma, per poi ritornare dov’era nato, a Cattolica, nel ristorante dell’Hotel “Carducci”, dov’ è il sous chef di Stefano Ciotti. Per lui la cucina è gioco e divertimento, deve essere creativa, ma rispettando sempre le tradizioni. Tra i suoi piatti c’è la Zucca, il midollo panato e lo yogurt di capra; Palamite appena scottata, melanzana e caramello alla colatura di alici. Il suo piatto preferito, da buon emiliano sono i Cappelletti in brodo. È un uomo di mare, i suoi hobby sono la pesca e la vela

 

Il terzo chef emergente dell’Emilia Romagna che stiamo per presentarvi è Angelo Durante, sous chef di Massimo Spigaroli dell’“Antica Corte Pallavicina” di Parma. Nato in un piccolo paese nella provincia di Brindisi, è stato fin da piccolo sempre a contatto con la natura e i prodotti della terra. Da lì nasce la sua passione per le materie prime e per la cucina. «Sono sempre stato incuriosito da tutto quello che c’era fuori da quello che era il mio territorio, cosi dopo aver frequentato la scuola alberghiera, munito della mia valigia di cartone, incomincio la mia carriera come apprendista cuoco oltre confine». Tra le sue specialità: Patata soffiata farcita di zucca e tosone su finferli alla santoreggia in brodo di fiori di zucca e parmigiano; Lasagnetta di storione intramezzato da spinaci, gamberi di fiume e guazzetto al limone e erba cipollina. Persona umilissima, sempre pronta a piegare la schiena, grazie all’educazione avuta da famiglia di operai, che hanno sempre accettato ogni sua scelta, si trova ora, dopo l’ultima grande esperienza in Francia, a collaborare con Massimo Spigaroli presso “l’Antica Corte Pallavicina”. Adora la cucina della mamma, soprattutto le orecchiette con sugo e trippa. Il suo sogno è aprire un ristorante tutto suo.

 

Il secondo chef emiliano è Andrea Molinelli del “La Palta” di Piacenza. Nato il giorno di Natale del 1984 a Castel San Giovanni (PC), ha avuto la fortuna di entrare subito in contatto, a soli 16 anni, con Isa Mazzocchi della “Palta di Borgonuovo Val Tidone” di Piacenza, una delle donne chef più capaci d’Italia. La sua cucina è basata sulle tradizioni del territorio, approfondendo e scoprendo tutte le sue sfumature, come nei piatti Crema bruciata di zucca allo zenzero con cremino al grana padano; Cavallo in manto di pane alle noci con rapa rossa alla liquerizia e le sue meringhe. Tre anni orsono, al Concorso dei Jeunes Commis organizzato dalla Chaine des Rotissieurs, si è classificato primo degli italiani e quarto a livello mondiale.

 

Il primo chef è Lorenzo Barsotti, 28 anni, della “Barsotti Trattoria Enoteca” a Marzabotto (BO). Dalla Toscana con passione, dopo aver girato non poco per migliorare il proprio bagaglio tecnico, è approdato in un piccolo borgo del primo appennino bolognese, a Marzabotto (BO). In gioventù ha ricevuto la sua prima esperienza formativa a Prato, all’enoteca “Barni”, per poi arrivare alla celebre “Locanda dell’Angelo”. Una seconda esperienza importante l’ha poi avuta al grande ristorante dei fratelli Roca a Girona, in Spagna, al ristorante “El Celler de Can Roca”, ai primi posti nella classifica dei 50 World Best Restaurants. Da più di un anno ha aperto, con il fratello Francesco, una piccola Enoteca ristorante nel centro di Marzabotto, dove cerca di conciliare gli insegnamenti appresi con una cucina sana, rispettosa dell’ ambiente e offerta al giusto prezzo, come il territorio e la semplicità del locale suggeriscono. Tra i piatti dello chef troviamo: Gnudi di ricotta e pecorino su vellutata di zucca gialla e pancetta tostata; Salmerino del Corno alle Scale su crema di patate alla lavanda e porri croccanti; “Neccio” ripieno di cremoso al riso con salsa alla gianduia e mirtilli; Filetto di coniglio bardato con guancia di mora romagnola e rapini.

 

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Published by danielacorrente l' en@gastr@profumiera - in cucina
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